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Osso occipitale
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top
Lmwbq'mwbgosso occipitale è un osso irregolare del mwbwneurocranio, impari e mediano, a forma di mwcaconchiglia. È situato nella parte inferiore e posteriore della mwcqscatola cranica, contribuendo alla formazione della mwcgbase cranica per gran parte, e per minima parte alla volta. Si articola con la prima mwdavertebra della mwdqcolonna vertebrale (mwdgatlante) e mette in comunicazione la cavità cranica con il mwdwcanale vertebrale attraverso il mweaforo occipitale (mweqforamen magnum).

Contents

Squama
Base
Angoli
Margini
Note

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Aspetto

L'osso occipitale ha una forma trapezoidale curvata su sé stessa. In esso si considerano:

• una mwhasquama, situata posteriormente al mwhqforamen magnum
• due mwhwparti condiloidee (o porzioni laterali), situate lateralmente al mwiaforamen magnum
• un mwigcorpo basilare, che si trova anteriormente al mwiwforamen magnum

Foro occipitale

Il mwjwforo occipitale (o mwkaforamen magnum) è un'ampia apertura (diametro medio di 35 mm) di forma losangica-ovoidale situata nella parte inferiore dell'occipitale, alla base del mwkqcranio; il diametro maggiore è diretto in senso antero-posteriore, mentre il diametro minore si restringe anteriormente a causa dei mwkgcondili. Sul foro occipitale si pongono due mwkwpunti craniometrici: il mwlabasion, punto mediano del margine anteriore del foro, e l'mwlqopisthion, corrispettivo posteriore.

Il foro occipitale è l'apertura in cui il mwlwbulbo encefalico si estende nel canale vertebrale a formare il mwmamidollo spinale (il confine arbitrario tra i due è il piano passante per i due sbocchi interni dei canali dell'ipoglosso e il basion). Il foro dà passaggio anche ai mwmqnervi accessori e alle mwmgarterie vertebrali di entrambi i lati, alle mwmwarteria spinale anteriore e posteriore, alla membrana tectoria e ai legamenti alari.

Squama

La mwoqsquama è situata posterosuperiormente al gran forame occipitale ed è incurvata dall'alto verso il basso e da un lato all'altro, risultando concava endocranialmente. Vi si distinguono una superficie interna e una esterna.

La mwowsuperficie interna o mwpaendocranica è fortemente concava e mostra quattro depressioni o mwpqfosse, due superiori e due inferiori, separate dal rilievo dell'mwpgeminenza crociata. Questa è costituita da due bracci (orizzontale e verticale) che, incrociandosi, formano la mwpwprotuberanza occipitale interna. Le due fosse superiori hanno forma triangolare e accolgono i mwqalobi occipitali dei due emisferi telencefalici (mwqqfosse cerebrali), le due inferiori sono invece quadrangolari e ospitano gli emisferi mwqgcerebellari (mwqwfosse cerebellari).

Dalla protuberanza occipitale interna la branca superiore si porta verso l'alto e, da un lato di essa (solitamente il destro) si ha il mwrqsolco del seno sagittale, che prosegue anteriormente lungo le mwrwossa parietali e mwsafrontale. Ai margini di questo solco si attacca la mwsqfalce cerebrale.

La branca inferiore, invece, è prominente e prende il nome di mwswcresta occipitale interna, che si biforca presso il foro occipitale e dà inserzione alla falce cerebellare. Nel margine aderente di essa passa il seno occipitale, talvolta sdoppiato. Nella porzione superiore della cresta occipitale interna si può talvolta distinguere una piccola depressione, detta mwtgfossa vermiana, dal momento che ospita parte del mwtwverme cerebellare. I mwuasolchi trasversi si estendono da ciascun lato della protuberanza occipitale interna, portandosi agli angoli laterali dell'osso. Tali solchi ospitano i seni trasversi, e i loro margini prominenti danno attacco al tentorio cerebellare. Il solco trasverso di destra è solitamente più ampio di quello sinistro ed è in continuazione con quello del mwuwseno sagittale superiore. Eccezioni a questa differenza dimensionale non sono comunque infrequenti: il sinistro può essere più ampio del destro o i due possono essere pressoché uguali per dimensione.

L'angolo di unione del seno sagittale superiore e dei trasversi è detto confluente dei seni o mwvgtorculare di Erofilo, e la sua posizione è indicata da una depressione situata su uno dei due lati della protuberanza occipitale interna.

La mwwasuperficie esterna o mwwqesocranica è convessa e irregolare. Al centro presenta la mwwgprotuberanza occipitale esterna (o mwwwinion), tangibile anche in vivo sotto la mwxacute. Da essa si dipartono la mwxqcresta occipitale esterna o mwxglinea nucale mediana (spesso poco pronunciata), che dà attacco al mwxwlegamento nucale e termina all'altezza del foramen magnum, e i bracci destro e sinistro della mwyalinea nucale superiore, diretti verso i processi mastoidei del mwyqtemporale. Parallelamente e caudalmente a questi decorre la mwyglinea nucale inferiore, che termina nei tubercoli paracondiloidei. Superiormente alla linea nucale superiore si ha la mwywlinea nucale suprema, spesso solo vagamente accennata, per l'attacco alla galea capitis (o mwzqaponeurosi epicranica). Cranialmente a tale linea si ha il mwzgpiano occipitale, ricoperto dal mwzwmuscolo occipitale. Caudalmente si ha il mwaapiano nucale, che dà attacco a numerosi muscoli estrinseci della testa e del collo.

La linea nucale superiore dà origine al mwagmuscolo occipitale e al mwawtrapezio, e inserzione allo mwbasternocleidomastoideo e allo mwbqsplenio della testa. Tra la linea superiore e quella inferiore si inseriscono il mwbgmuscolo semispinale della testa e l'mwbwobliquo superiore della testa, mentre la linea nucale inferiore e l'area al di sotto di essa ricevono le inserzioni del muscolo piccolo retto posteriore della testa e grande retto posteriore della testa. La membrana atlo-occipitale posteriore si attacca attorno alla porzione posterolaterale del foro occipitale, appena esternamente al suo margine.

Base

La mwfqporzione basilare è posta anterosuperiormente al foro occipitale e si restringe procedendo da dietro in avanti, creando una doccia (mwfgclivo) in continuità con il dorso della sella dello mwfwsfenoide, a formare il mwgaclivo sfenooccipitale. Questa porzione è approssimativamente quadrilatera. Nel cranio giovane è rugosa e irregolare ed è collegata al corpo dello sfenoide da una lamina di mwgqcartilagine. Entro il venticinquesimo anno di età questa lamina è completamente ossificata (mwggsinostosi) e le due ossa sono saldate insieme.

La mwhasuperficie esterna, inferiore, presenta, a circa 1mwhq cm dal basion, il tubercolo faringeo, che dà attacco al rafe fibroso della mwhgfaringe. Da ciascun lato della linea mediana si inseriscono i muscoli mwhwlungo della testa e mwiaretto anteriore della testa e, immediatamente di fronte al foro occipitale, si attacca la membrana atlo-occipitale anteriore.

La mwiwsuperficie interna, superiore, presenta un ampio solco, poco profondo, che si inclina verso l'alto e in avanti a partire dal foramen magnum. Esso supporta il mwjamidollo allungato (o bulbo) e la parte caudale del mwjqponte di Varolio. Presso il margine del foro, dà attacco alla membrana tectoria e, sui margini laterali di questa superficie si possono notare solchi appena accennati dovuti al passaggio del seno petroso inferiore.

Parti condiloidee

Le mwkqparti condiloidee sono situate lateralmente al foro occipitale. La loro faccia inferiore presenta i condili occipitali, che offrono l'articolazione d'appoggio con le faccette articolari superiori della prima mwkwvertebra cervicale (mwlaatlante). I condili sono ovali o reniformi e le loro estremità anteriori, dirette medialmente, sono più vicine tra loro che non quelle posteriori e si spingono presso la porzione basilare dell'osso. Le estremità posteriori si estendono fino a metà del foramen magnum.

Le superfici articolari sono convesse sia anteroposteriormente sia da un lato all'altro, e guardano laterocaudalmente. Ai loro margini sono attaccate le mwlwcapsule articolari delle articolazioni atlo-occipitali e il lato mediale presenta una impressione ruvida o un tubercolo per il legamento alare.

Alla base di ciascun condilo l'osso è perforato da un breve canale, detto mwmwcanale dell'ipoglosso (o foro condiloideo anteriore). Questo origina dalla superficie craniale dell'osso, immediatamente al di sopra del foramen magnum, e si dirige lateralmente e anteriormente, sopra il condilo. Può essere parzialmente o completamente diviso in due da una spicola ossea. Dà passaggio al mwnanervo ipoglosso, che dalla cavità cranica si porta esternamente, e all'mwnqarteria faringea ascendente, che invece compie il percorso opposto.

Posteriormente ai condili si riscontra una depressione, la mwnwfossa condiloidea, che riceve il margine posteriore delle faccette articolari superiori dell'atlante quando la testa è estesa (ovvero piegata all'indietro). Il fondo di tale fossetta è talvolta perforato dal mwoacanale condiloideo, che dà passaggio a una vena emissaria dal seno trasverso.

Lateralmente alla metà posteriore di ogni condilo si ha una lamina ossea quadrilatera, che prende il nome di mwowprocesso giugulare, posta di fronte all'mwpaincisura giugulare che, nel cranio articolato, forma la parte posteriore del mwpqforo giugulare (o mwpgforo lacero posteriore). Tale incisura può essere divisa in due da una spicola ossea (detta mwpwprocesso intragiugulare), che si proietta lateralmente al di sopra del canale dell'ipoglosso. La superficie inferiore del processo giugulare è irregolare e dà attacco al mwqamuscolo retto laterale della testa e al legamento atlo-occipitale laterale. Da questa superficie si proietta talvolta verso il basso un'eminenza, detta mwqgprocesso paramastoideo, che può essere di lunghezza sufficiente a raggiungere il processo trasverso dell'atlante e articolarsi con esso.

Lateralmente, il processo giugulare presenta una area ruvida di forma quadrilatera o triangolare, che è unita alla superficie giugulare dell'mwraosso temporale da una lamina cartilaginea, che va incontro a sinostosizzazione entro il venticinquesimo anno di età.

La superficie craniale delle parti condiloidee presenta un'eminenza ovale, il mwrgtubercolo giugulare, che è posto al di sopra del canale dell'ipoglosso e talvolta è incrociato da un solco obliquo dovuto al passaggio dei nervi mwrwglossofaringeo, mwsavago e mwsqaccessorio. Sulla superficie superiore del processo giugulare si trova un solco profondo, detto mwsgsolco sigmoideo, che curva anteromedialmente ed è in continuazione con l'incisura giugulare. Esso ospita la parte terminale del seno trasverso (che prende il nome di seno sigmoideo).

Angoli

L'mwtwangolo superiore dell'osso occipitale si articola con gli angoli occipitali delle mwuaossa parietali e, nel cranio fetale, corrisponde alla fontanella posteriore (o lambdoidea).

L'mwuwangolo inferiore è fuso con il corpo dello sfenoide.

Gli mwvqangoli laterali sono situati alle estremità dei solchi per i seni trasversi: ognuno è accolto all'interno della discontinuità tra l'angolo mastoideo dell'osso parietale e dalla porzione mastoidea dell'mwvgosso temporale.

Margini

I mwwqmargini superiori si estendono dall'angolo superiore a quelli laterali. Sono profondamente indentati per l'articolazione con i margini occipitali delle ossa parietali, e formano con questa unione la mwwgsutura lambdoidea.

I mwxamargini inferiori si estendono dagli angoli laterali a quello inferiore. La metà superiore di ciascun margine si articola con la porzione mastoidea dell'osso temporale corrispondente, la metà inferiore con la porzione petrosa dello stesso osso.

Queste due porzioni del margine inferiore sono separate l'una dall'altra dal processo giugulare di cui l'incisura sulla superficie anteriore forma la parte posteriore del forame giugulare.

Articolazioni

L'osso occipitale si articola tramite mwyasuture con tre ossa del cranio, e tramite mwyqcondiloartrosi con le masse apofisarie dell'mwygatlante.

• Anteriormente congiunge la sua parte di mwzqclivo con quella dell'mwzgosso sfenoide tramite una mwzwsinostosi. Più lateralmente si articola con l'mw0aosso temporale formando il mw0qmargine petromastoideo: la parte petrosa di tale margine contribuisce alla formazione del mw0gforo giugulare (o mw0wforo lacero posteriore)
• Posteriormente l'occipitale si unisce ai due parietali tramite la mw1qsutura lambdoidea, trovando apice nel mw1glambda.

Ossificazione

Il mw3qpiano occipitale della squama dell'osso ha mw3gossificazione intramembranosa, e può rimanere separato per tutta la vita quando costituisce l'osso interparietale. Il numero dei centri di ossificazione per tale porzione è di due, uno per ciascun antimero. Essi appaiono attorno al secondo mese di sviluppo.

Il resto dell'osso si sviluppa a partire dalla cartilagine. Il piano nucale della squama si ossifica da due centri, che appaiono attorno alla settima settimana di vita intrauterina e presto vanno a unirsi in un singolo pezzo. L'unione tra le porzioni superiore e inferiore della squama ha luogo durante il terzo mese di vita del neonato.

Un centro presente in maniera discontinua (detto mw4gcentro di Kerckring) appare presso il margine posteriore del foramen magnum durante il quinto mese e va a formare un ossicino separato (talvolta doppio), che si unisce con il resto della squama prima della nascita.

Ognuna delle porzioni condiloidee inizia a ossificarsi da due centri durante l'ottava settimana di vita fetale. La porzione basilare si ossifica a partire da un centro che appare attorno alla sesta settimana mw5ain utero.

Tra il secondo e il quarto anno circa la squama e le due porzioni laterali si uniscono, e attorno al sesto anno l'osso consiste di un singolo pezzo. Tra il diciottesimo e il venticinquestimo anno di età, l'occipitale e lo sfenoide si uniscono a formare un unico osso.

Galleria d'immagini

Negli altri animali

L'osso occipitale fa parte dell'endocranio, la porzione più basale del cranio. Nei mwarapesci cartilaginei e negli mwareagnati l'occipitale non forma un elemento separato, ma persiste come parte del mwaricondrocranio per tutta la vita. Nella maggior parte dei mwarmvertebrati superiori, il foramen magnum è circondato da un anello di quattro ossa. L'osso mwarqbasioccipitale è situato di fronte all'apertura, i due mwaruesoccipitali di fianco a essa da entrambi i lati, e il più grande mwarysopraoccipitale posteriormente, e forma almeno parte della porzione posteriore del cranio. In molti mwarcpesci ossei e mwarganfibi, il sopraoccipitale non è mai ossificato, e rimane come cartilagine per tutta la vita. Il basioccipitale e gli esoccipitali assomigliano in qualche modo al centro e agli archi neurali di una vertebra, e si formano in un modo simile nell'embrione. Presi assieme, queste ultime ossa formano solitamente un singolo condilo circolare concavo, per l'articolazione con la prima vertebra.cite-ref-vb-1-0[1]

Nei mwar4mammiferi, tuttavia, il condilo si è diviso in due, una struttura visibile altrimenti solo in pochi anfibi. La maggior parte dei mammiferi posseggono anche un singolo osso occipitale fuso, formato dai quattro elementi separati attorno al foro occiupitale, assieme alle ossa postparietali appaiate, che formano la porzione posteriore della volta cranica in altri vertebrati.cite-ref-vb-1-1[1]

Note

cite-note-vb-11. mwassAlfred Sherwood Romer, Thomas S. Parsons, mwaswmwas0The Vertebrate Body, Philadelphia, Holt-Saunders International, 1977, pp.mwas4 mwas8221–244, mwataISBNmwate 0-03-910284-X.

Bibliografia

• mwatcHenry Gray, Anatomy of the human body, 20ª ed., Philadelphia, Lea & Febiger, 1918, ISBN 1-58734-102-6 (archiviato dall'url originale il 16 ottobre 2011).
• mwatkSusan Standring, Gray's Anatomy: The Anatomical Basis of Clinical Practice, 39ª ed., Churchill Livingston, 2004, ISBN 1-58734-102-6.
• mwatsArcangelo Pasqualino, Gian Luigi Panattoni, Anatomia Umana. Citologia Istologia Embriologia Anatomia sistematica, Torino, UTET Scienze mediche, 2002, ISBN 978-0-443-07168-3.
• mwat4Alfred Sherwood Romer, Thomas S. Parsons, The Vertebrate Body, Philadelphia, Holt-Saunders International, 1977, ISBN 0-03-910284-X.

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) occipital, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.